I giovani e i quartieri di Salerno – III puntata: Salerno centro

http://img64.imageshack.us/img64/5399/salernonotturna.jpgIn questa terza puntata della nostra rubrica sulla vivibilità e la ‘giovanibilità’ (consentitemi il neologismo) dei quartieri salernitani, ci occupiamo della zona più importante della nostra città dal punto di vista amministrativo, dei servizi, del divertimento e delle attrattive artistico – culturali: stiamo parlando del centro cittadino, intendendo con questa espressione sia il centro storico, sia il centro moderno, e dunque la zona che parte dal Teatro Verdi e giunge fino alla stazione ferroviaria, avendo come confini settentrionali il rione Canalone e il rione Carmine. Una zona molto ampia, e soprattutto molto densa di contenuti, per trattare la quale forse non basterebbe neanche un libro! Ma noi ci soffermeremo sul rapporto che i giovani hanno con il cuore della loro città. Prima di tutto, partiamo da un presupposto storico – culturale: fino agli anni ’50, grosso modo, il territorio della città di Salerno coincideva con l’attuale centro; è stato dopo la seconda guerra mondiale e, soprattutto, dopo l’alluvione del ’54 che furono costruiti i quartieri della zona orientale e ingranditi i rione Carmine, Fratte e così via. A riprova di questo, una considerazione: ancora oggi chi ha più di quarant’anni tende a dire ‘Vado a Salerno’ (o a ‘Salierno’ nella versione dialettale) quando da una zona periferica si trasferisce nel centro cittadino! Fa riflettere, tuttavia, il fatto che tra i giovani questo modo di esprimersi stia scomparendo: è il segnale che anche nelle zone periferiche c’è stato un miglioramento dei servizi e della vivibilità, ed oggi queste si sentono parte importante della città, parti di ‘Salerno’. Il centro storico di Salerno parte da Piazza Portanova, incuneandosi attraverso le direttrici principali di Via Mercanti e la sottostante Via Masuccio Salernitano in un dedalo di straordinari viuzze e vicoli, pieni di monumenti e negozi.
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Salerno ha mantenuto la sua originaria pianta romana: il cardo e il decumano della città romana sono le odierne Via Tasso e via dei Canali. Nel Medioevo la città ha conosciuto momenti di altissimo splendore con la dominazione longobarda (sotto il dominio del principe Arechi II fu costruito il bellissimo Castello Arechi) e normanna (con Roberto il Guiscardo che, tra le altre cose, fece erigere il Duomo): il principato di Salerno, già capitale della Longobardia minor, si estese a tal punto da coinvolgere la Basilicata, la Calabria e la Puglia; da questo stato nacque poi il magnifico Regno delle due Sicilie, per opera di Federico II. Il cuore del centro storico è perciò ricco di testimonianze di questo prestigioso passato. Il monumento principale è lo splendido Duomo, dedicato all’apostolo ed evangelista San Matteo, le cui spoglie riposano nella cripta. Purtroppo non è conosciuto come si dovrebbe, così come poco conosciuto è il complesso di San Pietro a corte, costruito da Arechi II al di sopra di antiche terme romane, che a tutt’oggi rappresenta l’unico esempio in Europa di palazzo longobardo. Accanto a questi, una miriade di luoghi d’interesse artistico, come il Museo diocesano, la Pinacoteca provinciale, il Palazzo Genovese, il Museo Archeologico, i giardini della Minerva (l’orto della prestigiosa Scuola Medica Salernitana, la più antica facoltà di medicina d’Europa), e tanto altro. La zona più antica e monumentale di Salerno è oggi la più affollata dai giovani: ma non per motivi culturali o turistici. Infatti, è proprio in questa zona, in particolare su Via Roma e a Largo Campo, che si manifesta il fenomeno della ‘movida’, ossia un eccezionale afflusso e passeggio di giovani, provenienti da tutta la Campania, che di anno in anno aumentano sempre di più. E’ merito senza dubbio dell’amministrazione comunale, basti pensare che fino agli anni ’80, primi anni ’90, il centro storico era off-limits per i giovani: si usciva sul Corso o sul Lungomare soltanto. Su Via Roma c’erano le prostitute, nel centro storico spaccio di droga e microcriminalità; le strade erano dissestate e poco illuminate, i monumenti versavano in stato di abbandono. La Giunta De Luca ha compiuto un miracolo vero e proprio, ma oggi pongo un interrogativo. Possibile che l’enorme patrimonio culturale del centro storico sia utilizzato come semplice sfondo del passeggio di giovani poco interessati a esso? Perché non dare un senso più grande, creando servizi di guide turistiche, peraltro assenti, e dando lavoro ai giovani salernitani? Perché non intensificare le giornate di visita a porte aperte e manifestazioni culturali, visto che quelle che già si fanno riscuotono sempre un enorme successo di pubblico? Inoltre, anche all’interno della movida sarebbe opportuno organizzare più eventi culturali (mostre, concerti e così via) e per quanto riguarda i locali (la maggior parte dei quali fanno solo ristorazione) aumentare l’offerta di musica dal vivo, dando spazio ai complessi salernitani. E’ a questo centro storico che ha dedicato alcune delle sue più belle poesie il grande Alfonso Gatto, esponente di spicco della poesia novecentesca, nato in Vicolo della Galesse, alle spalle di Largo Campo. Dal punto di vista dell’intrattenimento, il fiore all’occhiello del centro di Salerno è il Teatro Verdi, restaurato dalla prima giunta De Luca, che oggi ospita straordinarie opere liriche e concerti, sotto la guida del celebre direttore artistico Daniel Oren. Qui un passo importante è stato fatto, con la creazione di un’orchestra filarmonica, diretta dallo stesso Oren, formata da giovani musicisti salernitani, e di un coro, anch’esso composto da salernitani: un’importante occasione, per costoro, di far esplodere il proprio talento nella loro città. In questo modo il Teatro Verdi è diventato veramente una risorsa al servizio della città. Non lontano, presso i portici del Comune, è sito il Teatro Augusteo, che ha una propria stagione teatrale e cinematografica; sotto gli stessi portici è anche il Teatro Vittoria, ora di nuovo teatro, dopo essere stato per anni un night club. Trasferendoci sul centro ‘moderno’, ovvero su Corso Vittorio Emanuele, troviamo la Galleria Capitol, da poco ristrutturata, che nel giro di pochi mesi dovrebbe vedere l’apertura di due sale cinematografiche e di una serie di eleganti negozi. Purtroppo non ci sono più alcuni storici cinema, come il Metropol e il Mini (sostituiti da un grosso negozio Benetton) e l’Astra; e non c’è più il cinema Diana, ma in questo caso non occorre dispiacersi troppo, visto che era un cinema erotico situato proprio alle porte della città, per la quale rappresentava un biglietto da visita non proprio brillante. Il Corso è ancora oggi invaso da tanti che passeggiano o fanno shopping; vi sono ubicati anche un paio di importanti librerie e negozi musicali, presi d’assalto dai giovani. Dal punto di vista dei servizi, nel centro risiedono il Comune, la Provincia, la Camera di Commercio, l’Ente Provinciale per il Turismo, la Curia e la Caritas diocesana (in Via Bastioni) e diversi altri uffici; il Tribunale, invece, sarà trasferito presso la Cittadella Giudiziaria quanto prima. Il centro di Salerno dispone di due magnifiche aree verdi: una è il Lungomare, lungo 2,5 km, uno dei più belli d’Italia, nel quale generazioni di salernitani si sono succedute per passeggiare, tra le palme e le aiuole verdi; forse proprio il lungomare, che è stato costruito negli anni ’50, potrebbe essere ulteriormente abbellito, dotando le aiuole di fiori più colorati e immettendo qualche attrazione di strada magari di domenica. L’altra area verde è la villa comunale dove, in seguito a un restyling operato negli anni scorsi dal Comune, hanno sede molte specie di piante rare, tenute in maniera ottima. Il centro di Salerno è preso d’assalto dalle auto specie nei fine settimana; a questo proposito sono stati potenziati i parcheggi a pagamento e spesso si incita a non prendere l’auto ma a servirsi dei mezzi pubblici, che funzionano piuttosto bene. Ci sono, inoltre, i due porti: quello turistico, detto ‘Masuccio salernitano’, sito nella grande Piazza della Concordia, e quello commerciale, accanto al quale è ubicato anche il Molo Manfredi, da cui partono i traghetti per la costiera amalfitana e le navi da crociera: a questo proposito è in fase di costruzione la stazione marittima, opera dell’architetto Zaha Hadid. In questa stessa zona, sarà costruita l’imponente Piazza della libertà, con al centro l’edificio a emiciclo denominato ‘Crescent’, la cui costruzione ha suscitato polemiche in città. Nel centro storico di Salerno non abitano più molte famiglie, soprattutto dopo il terremoto del 1980, ma tra queste c’è un alto livello di povertà e disoccupazione. Molti giovani del centro storico, sfiduciati, abbandonano gli studi. Ad esempio, nel rione Fornelle del centro storico molte famiglie e giovani versano in condizioni di vita disagiate. Ci sono, invece, diverse scuole elementari, medie e superiori. Insomma si tratta di una zona viva, che ha avuto uno sviluppo straordinario negli ultimi due decenni, ma che, contemporaneamente, non sempre ha generato un beneficio effettivo per i giovani locali, che nonostante le grandi attrazioni della zona continuano a trasferirsi fuori per cercare lavoro. La stazione ferroviaria di Salerno, a proposito di povertà, è spesso la casa adottiva di numerosi senza fissa dimora, che dormono nella sala d’attesa, e poi la mattina presto vengono mandati via dalla Polfer. Altri senza fissa dimora stanno vicino al Masuccio salernitano, e sotto il ponte sull’Irno che conduce dalla ferrovia a Torrione. Sono le sofferenze della nostra città, nascoste sotto le scintillanti luci natalizie…

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