I giovani e i quartieri – I puntata

http://img251.imageshack.us/img251/4159/necropolifratte.jpgInizia oggi una nuova rubrica del nostro blog della Rete dei giovani, denominata “I giovani e i quartieri”, volta ad approfondire la vivibilità dei quartieri della città di Salerno, con particolare riferimento alla condizione dei giovani in quelle particolari zone. La nostra prima puntata approfondirà i problemi e le virtù del quartiere di Fratte, il primo che s’incontra venendo a Salerno da nord (venendo dal comune di Pellezzano). Fratte, che prende il nome dalla parola ‘fratta’, che vuol dire più o meno ‘siepe’, ma anche luogo impervio e impraticabile, si estende dal confine col Comune di Pellezzano, alla zona di Matierno-Cappelle, alla zona dell’Irno, (da una parte dulla nuova Lungoirno e su Calata San Vito, dall’altra sulla stessa Via Irno). Con ogni probabilità è il quartiere più antico di Salerno: infatti su una collina che da Fratte conduce a Matierno è ubicata una importante necropoli etrusca, risalente al VI secolo avanti Cristo, accanto alla quale vi è una fitta pineta. La piazza di Fratte, che per gli automobilisti è una rotatoria, è una delle più note di Salerno, e si dirama in quattro diverse direzioni; la parrocchia di Fratte, nota con il nome di Santa Maria dei Barbuti (I barbuti sono gli antichi longobardi) anche se non ha niente a che fare col vicolo dei Barbuti del centro storico, è una vera e propria opera d’arte contemporanea, progettata negli anni ’70 dal noto architetto Portoghesi, ma completamente sconosciuta ai salernitani, forse anche per via della sua ubicazione non troppo visibile. Nei pressi della chiesa, vi è un’altra attrattiva quasi completamente sconosciuta ai salernitani: è la villa comunale, rimessa a nuovo pochi anni orsono dall’amministrazione De Luca, con all’interno un bell’anfiteatro. Dall’altro lato del quartiere, tra la lungoirno e Via dei Greci, è sita l’antica zona industriale di Fratte, nella quale oggi ci sono solo alcuni stabilimenti di arti grafiche e poco altro. Da circa un anno e mezzo è stata delocalizzata la storica fabbrica salernitana delle MCM (Manifatture Cotoniere Meridionali), che sta risorgendo nella zona industriale. Anticamente, Fratte era stata designata come zona industriale dai Borboni, che la consideravano un centro strategico, in quanto dal nord (San Marzano e agro) provenivano i pomodori e il cotone, che a sud, nel porto di Salerno, potevano essere imbarcati e commerciati. Come detto, oggi la zona industriale è stata pressoché smantellata, e in alcuni casi ha generato enormi polemiche la presenza di fabbriche, quali le ’Fonderie Pisano’, accusate di sprigionare nell’aria gas tossici per la popolazione, nella quale pare esserci un’alta incidenza di tumori. Nella zona delle ex MCM sorgerà un centro commerciale e un parco a tema. Negli ultimi anni, invece, è migliorata la viabilità, con la costruzione della Lungoirno e del nuovo svincolo autostradale, e il  funzionamento della piccola stazione ferroviaria di Fratte.
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Ma come vivono i giovani di Fratte? Sicuramente la loro condizione è precaria: da una parte, molti provengono da famiglie con gravi disagi, alcune delle quali sistemate nelle palazzine popolari a ridosso della chiesa; dall’altra, il quartiere sembra non avere una propria vita culturale: non ci sono cinema, teatri, non sono organizzate, se non molto di rado, manifestazioni degne di importanza. Vi è una scuola elementare e una media, guidate per fortuna da un dirigente scolastico molto in gamba, che considera l’istituzione scolastica  come un vero polo culturale. Non ci sono veri e propri luoghi aggregativi, se si eccettua la chiesa, nella quale l’attivissimo parroco Padre Ottorino ha attivato un gruppo giovani e numerose altre attività e sta cercando, all’interno dei locali della parrocchia, di organizzare manifestazioni teatrali e culturali. E allora, cosa fanno i giovani? Nella villa comunale di Fratte, completamente priva di manifestazioni per quasi tutto l’anno, sono segnalati alcuni giovani che si drogano, e addirittura a volte si portano dietro cani pitbull per non essere intralciati dai passanti. Eppure a Fratte è sita anche una grande opera, la comunità di recupero ‘La Tenda’, che ogni anno letteralmente riporta in vita e reinstrada nel tessuto sociale tanti salernitani tossicodipendenti. In alcune famiglie si vivono altri tipi di disagi: vi sono numerosi disabili, anche giovani, ma un senso di solitudine pervade le loro famiglie, e questi giovani quasi non escono mai di casa, così non riescono ad avere una buona vita sociale. Altri giovani sembrano trascorrere il loro tempo nella sala bingo di Via dei greci e in altri punti-scommessa. E’ chiaro che ci sono anche tantissimi giovani straordinariamente impegnati, in questo quartiere, ma di sicuro molti vivono una grande precarietà. Niente posti di lavoro ( non ci sono neanche più le industrie), niente luoghi culturali, niente sport, insomma cosa possono fare? Qualche suggerimento: valorizzare la zona archeologica, attualmente in stato di parziale abbandono, e creare cooperative di giovani guide turistiche provenienti dal quartiere; creare qualche attività culturale (teatri, cinema), o anche semplicemente commerciale (i negozi a Fratte sono veramente pochissimi), organizzare numerose manifestazioni nella abbandonata e sottovalutata villa comunale. Io ho cercato di raccogliere le mie idee su quanto conosco di questo quartiere; se tra voi, lettori, ci sono alcuni abitanti che vogliono dare una loro opinione, o anche informare su aspetti che io non ho trattato perché non conosco, può farlo. Apriamo un dibattito, se ci riusciamo.

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